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RINGS OF SATURN: Dingir

data

11/02/2013
58


Genere: Technical Deathcore
Etichetta: Hammerheart Records
Distro:
Anno: 2013

State lavorando sodo con la vostra band, la label ha fissato la data d'uscita del disco, non state più nella pelle, i fan ancor di più. Ma d'un tratto due tegole: la Unique Leader posticipa l'uscita del disco per beghe legali e sul blogspot Tal-dei-tali, molto tempo prima della release ufficiale, esce fuori una versione rough mix del vostro sudato album. Ecco la situazione decisamente spiacevole in cui si sono trovati i Rings Of Saturn, per cui 'Dingir' è disponibile urbi et orbi da chissà quanto tempo, il gruppo amareggiato sposta la data d'uscita a febbraio. Senz'altro siamo solidali ai ROS, ma passiamo ad analizzare il loro cd. Abbiamo a che fare con un death metal tecnico che è inzuppato fino al collo nell'olio fritto e rifritto del metal americano, cioè il deathcore. Oppure - il risultato non cambia - un deathcore fattosi affabile e oltremodo muscoloso, più consistente rispetto agli standard. Abbiamo letto da qualche parte l'etichetta "nintendocore" affibbiata al gruppo, ma a parte minime influenze negli assolo e qualche rumorino da Buzz Lightyear di quart'ordine, si direbbe che quell che hanno parlato di nintendocore non abbiano mai ascoltato quei pazzoidi degli Horse The Band. Gradassi, bombastici e -spiace dirlo- senza troppa sostanza. La copertina fa venire alla mente quelle di Dan Seagrave. A sentire "death con tastiere" viene in mente Mike Browning e i magnifici Nocturnus, ma veniamo riportati sulla Terra, e precisamente in un posto qualsiasi degli USA in cui va di moda questo suono iper prodotto, muscoloso e pieno di parti mosh. C'è dell'altro, altrimenti il voto qui sotto sarebbe stato ben inferiore: la componente tecnica in diversi punti riesce a far scapocciare e chiamare in causa Necrophagist e compagnia, tanto che in alcuni punti i riff sono talmente veloci da essere veri e propri assoli. Diversi punti nascondono sterilissimi zig zig chitarristici, ed alla fine la parte migliore sono i breakdown e quei rallentamenti alla Suffocation. Citazione a parte per la strumentale "Utopia": lì emerge il nintendocore, ma anche una varietà che sembrava sconosciuta ai Rings Of Saturn. Sembra che l'abbiano riversata tutta lì, peccato.

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