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REPUGNANT: Hecatomb (reissue)

data

07/08/2012
78


Genere: Death Metal
Etichetta: Hammerheart Records
Distro:
Anno: 2012

"Their amazingly old school-sounding death metal is something you must hear to believe." Daniel Ekeroth la sa lunga (andatevi a divorare il suo libro "Swedish Death Metal") ed ha assolutamente ragione, i Repugnant sono assolutamente da ascoltare. Si tratta dell'ennesima oscurissima band che nasce nel cuore degli anni Novanta, ma di quelle buone che purtroppo si sono bruciate troppo presto. Nihilist e Carnage (sempre per parlare di gruppi sepolti) hanno forgiato il suono tipico all'inizio dei Nineties, Kaamos e questi Repugnant l'hanno ripreso, risultando tra i primi a far ripartire la macchina sferragliante del death metal svedese. Lontanissimi da tentazioni moderne alla In Flames e Dark Tranquillity, i Nostri danno alle stampe nel 1998 il loro primo EP, quattro tracce assolutamente di spessore, per poi piombare nel limbo dei demo e degli split, fino alla resurrezione dell'album 'Epitome Of Darkness' del 2006. Ristampa da collezionisti e fanatici, ma in realtà chiunque voglia assaggiare il death metal di una volta, from beyond the grave, troverà qui pane per i propri denti. Sulla scia dei Grave e dei padri fondatori del genere, come i vecchissimi Sepultura e i Possessed, i Repugnant -più articolati di questi ultimi ed epurati dal primigenio black del gruppo brasiliano- coniugano una buona tecnica strumentale a canzoni che catturano l'attenzione dal primo ascolto, risultando sempre più appassionanti col procedere del giri nel lettore. La spettrale intro introduce la canzone migliore del lotto, il rifframa è affilato e veloce, ma quando si tratta di andare sulle melodie malate il gruppo si supera, andando a scomodare gente poco affidabile come i Morbid Angel. Tra aperture più svedesi e dirette, ossessive e a tutta velocità e sezioni catacombali come quello di "Rapturous Genocide" si arriva presto (troppo presto, cari Repugnant, che fine avete fatto, maledetti?) alla cover del classico dei Celtic Frost, "The Usurper!, nero come la pece, tanto per mettere in chiaro le proprie intenzioni, perfetta interpretazione, con tanto di "Uh!" in pieno stile Celtic Frost.

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