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RAMPART: War Behest

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13/08/2012
64


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Infernö Records
Distro:
Anno: 2012

Metal e Bulgaria: sodalizio poco fortunato a giudicare dalla penuria di band da quel paese. Oltre a Korozy (qualche data con i Vader) e ai deathsters Enthrallment, pochi conosceranno gli oscuri Ork, o la miriade di band più o meno pagan folk. Perció, curiosi e attenti, ci siamo messi sulle tracce dei Rampart, al secondo disco, che comunque vede una formazione totalmente diversa rispetto all'esordio eccetto la cantante Maria. A volte dimentichiamo che i flyers mandati dalle etichette sono falsi e tendenziosi nella maggior parte dei casi, quindi le aspettative per la "metal opera un po' sulla scia dei Savatage" erano abbastanza alte. Niente di tutto ció, dovessimo chiamare metal opera tutti i concept album con intro e outro saremmo sommersi dalle sedicenti "metal operas". Trattasi semplicemente, puramente ed essenzialmente di heavy metal che più classico non si puó. Ad onor del vero l'intro e l'outro sono decisamente riuscite, soprattutto la seconda che lascia quasi scorrere solenni i titoli di coda del disco. Ma adiamo al succo del cd: la grintosa voce di Maria non è esattamente il massimo, vuoi perchè non potentissima o particolarmente melodica, ma tra il suo accento est europeo e la sua interpretazione di alcuni pezzi (quelli più evocativi) se la cava con dignità, sempre meglio di certi castrati del power metal. Un po' Doro e un po' Masha Ahripova degli Arkona russi per affinità linguistiche. Al livello musicale la band mette in mostra il bassista esibizionista che non perde occasione di fare lo sborone col suo basso a sette corde (non abbiamo l'orecchio così fine, lo vediamo nel libretto del cd che abbraccia spesso il suo strumento musicale), mostrando più un'indole da Joey De Maio che da Steve Harris. In una parola: tamarro, ma i suoi interventi all'interno delle speed song sono riusciti e danno un tocco personale al tutto. Gli highlights, tra ritmi maideniani cavalcati e altri più sul power tedesco, sono la crescente "Within The Silence" che poteva benissimo stare su 'The X Factor' (così come "Up In Arms" su 'Virtual XI') degli Iron Maiden, e la suggestiva "Fire Circle" che, con l'ausilio di violini, riesce a emozionare e a colpire grazie ai riff melodici di Vili. Gli altri brani scorrono via piacevoli, ma non si fanno ricordare che per sprazzi di melodia fuori dal comune, o per assoli che - per quanto rudi - sono efficaci. Nota di demerito per il booklet: a dispetto della bella copertina si fa fatica a leggere i nomi delle canzoni e i testi a causa delle scritte rosse su sfondo verde e ancora grigio su blu e nero (pura follia!). Se i Rampart trovano un buon grafico e trovano un po' di grazia, sia strumentale, sia vocale, possono puntare alla vetta del metal bulgaro.

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