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PRINCIPALITY OF HELL: Sulfur & Bane

data

07/10/2016
70


Genere: Black Thrash Metal
Etichetta: Osmose Productions
Distro:
Anno: 2016

Sto piangendo per la felicità. Ecco perché: è il primo promo della mia vita che comprende tutte le bonus track, due per l'edizione limitata in cd, due per l'edizione jewel case e altrettante per il vinile. Grazie Osmose, non sputeremo veleno su di voi stavolta. Bene, concluso questo imbarazzante siparietto, passiamo a questi caproni ignoranti dei Principality of Hell. Supergruppo? Sì, eccome. Tutti e tre i musicisti militano attualmente nei Thou Art Lord, ma in particolare abbiamo il cantante/bassista storico dei Necromantia, nonché tastierista dei primi due album dei Rotting Christ, il batterista storico (e da poco tempo ex) dei Dodsferd e dei Ravenscult e l'attuale chitarrista dei Nergal e dei Soulskinner. Ecco, dimenticatevi il tipico sound epico del black metal greco, qui si va giù pesante, a testa bassa e senza sosta. Poca fantasia nel richiamare ancora una volta lo zolfo nel titolo (presente in 'Fire & Brimstone' di due anni fa e presente ora in 'Sulfur & Bane'), poca voglia di perdersi in orpelli, punte di bellezza, estetica, magari una bella copertina al computer... No, no, no. Siamo dalle parti di quegli altri compari del demonio dei Satan's Wrath, cui erano più vicini nel disco di debutto perché ora il caratteristico, divertentissimo e dissennato  black / thrash ha perso parte di quest'ultima componente, ha perso qualche oncia di Sodom e Motorhead, aumentando quella più becera e sporca, alla Bathory e Hellhammer. Vorrei dire Darkthrone, ma forse sono troppo moderni per i Principality of Hell. Non è che le differenze tra i due lavori pubblicati sino ad ora siano abissali, anzi, sono solo piccoli dettagli. Anche la produzione è, se possibile, ancor più devastata e degradata. Tutto richiama i gruppi appena citati, con tanto gusto e tanta passione veramente underground. Ora sto piangendo sangue. Sono partite le cover (quelle tracce bonus di cui parlavo all'inizio). Aiuto Anche qui nessuna sorpresa nè nei titoli, nè negli artisti tributati. Ma che bello trovare i sottovalutatissimi Razor e che belli i cameo di un po' di gente come Sakis e Acherontas V Priest (rispettivamente ma non rispettosamente in "Blasphemer" e "Dawn of Megiddo") Sapete come iniziava "Fire & Brimstone"? Con la ripetizione della frase urlata "black fucking metal". Idealmente è il manifesto programmatico di ogni nota suonata dai PoH, prendere o lasciare. Se permettete, ne prendo ancora e corro nei campi a sacrificare qualche verginella. Con permesso...

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