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POSTHUM: Lights Out

data

02/10/2012
74


Genere: Black Metal
Etichetta: Indie Recordings
Distro:
Anno: 2012

Conferma ad alti livelli per i Posthum, che scelgono ancora una volta la via traversa e non si accontentano di suonare "solo" del black metal. Norvegesi lo sono, potrebbero campare una vita all'ombra dei soliti stereotipi tra cerone in faccia e pentacoli rovesciati. Troppo facile per un gruppo con una ispirazione viva e fresca, sarebbe stato avvilente per loro il classico disco tutto blast beats e rumore assortito. Non si tratta di nulla di nuovo in senso assoluto, intendiamoci, ma è la disposizione delle parti che riesce a creare sussulti e a smuovere gli animi, è il sentimento che si percepisce in ogni solco dell'album a renderlo personale, difficilmente imitabile in diversi punti. In poche parole, un disco maturo. E siamo solo alla seconda uscita. Tra le componenti c'è - non si può negare - il black metal classico, ma la fattura è ottima e c'è una varietà ritmica pazzesca, che allontana i Posthum dalla natìa Norvegia e li porta verso il post-core, riff stratificati in numero impressionante contengono melodie melanconiche che illuminano soffusamente gli squarci rabbiosi dello scream di Skare. Ad onor del vero, proprio la voce monocorde è il difetto principale del disco, tanto che la strumentale "Afterglow", quasi un intermezzo, è drammaticamente efficace e apre la strada alla titletrack, che non insiste sulla violenza, ma struggente si ricollega per contrasto alla iniziale "Untame", lunga e possente. Più che nella tempesta di neve, siamo in una notte stellata; il black metal si rilassa in qualche modo, dissolvendosi e soffiando quasi tiepido. Riuscire a lavorare su un genere così glaciale modificandolo così non è da tutti. La speranza è che ci sia ancora qualcosa da dire in questa direzione. Enslaved da un lato e Wolves In The Throne Room dall'altro insegnano l'arricchimento del suono in due sensi opposti, ma che si incontrano in modo interessante in 'Lights Out'. Manca la vera e propria forma canzone, ma non pretendiamo di avere la botte piena e la moglie ubriaca dopo un disco così importante.

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