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PIG DESTROYER: Prowler In The Yard (Reissue)

data

10/09/2015
50


Genere: Grindcore
Etichetta: Relapse Records
Distro:
Anno: 2001 - 2015

Quello che da un lato la Relapse dà a tantissime band e al metal in generale, lo toglie in queste operazioni assolutamente discutibili. Vi ricordate le ristampe dei Death e le magliette rosa di Spiritual Healing? Quella è la punta dell'iceberg. In mezzo ci sono anche operazioni meno vistose e altrettanto dannose. La riregistrazione di Gore Metal degli Exhumed, ad esempio, e ora inspiegabilmente -ma con un pizzico di biasimo in meno- Prowler In The Yard, indimenticabile disco dei Pig Destroyer uscito nel 2001. Che razza di popolo suole celebrare i quattordici anni di un'opera? Chi lo sa. Abbiamo delle domande. Perché? Anticipiamo il numero tondo, il quindicesimo anniversario, che facendo due semplici calcoli, sarebbe nel 2016. Il remix e il remaster toglie e non aggiunge nulla, se non un inedito abbastanza risibile. Perché si pensa di rimettere mano a dischi già perfetti? Il sound di PITY è parte integrante del suo essere, togliendo tutte le asperità a voce e chitarra, arrotondando gli angoli, sembra un qualsiasi disco grind uscito negli ultimi anni, gli si toglie parte della sua anima. Violenza e cocci di vetro... Niente di tutto questo. Fosse messo in questi termini, sarebbe un disco da bocciare in toto. Eppure -l'abbiamo detto all'inizio- come bonus disc abbiamo il cd nella sua versione originale. E quella bisogna ascoltare fino a farsi sanguinare i timpani... Cosa davvero molto facile vista la qualità dei pezzi. Gli ultimi interrogativi sono quelli più amari, soprattutto per chi ama i Pig Destroyer. Il fan ha comprato -per esempio- una t shirt, un vinile dell'ultimo singolo, Book Burner del 2012, perché gli piace un casino quello che fanno Scott, JR e gli altri e quindi vuole supportarli. Come pensate che si sentirà questo fan (il sottoscritto, scopriamo le carte) sapendo che Scott Hull invece di pagarsi qualche sfizio ha impiegato i soldi per dare alle stampe una versione penosa di un glorioso album del passato? Non bene, come minimo. Per questo se potete comprate SOLO quello del 2001, non incentiviamo questo spreco di tempo, sia vostro che del recensore di turno che amando Prowler in the Yard si vede costretto in senso lato a bocciarlo pur venerandolo. Il valore del disco pubblicato all'epoca non si discute, trattasi di un must have del grindcore degli anni Dieci, senza se e senza ma.

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