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PARADISE LOST: Symphony For The Lost

data

25/11/2015
90


Genere: Doom Gothic Metal
Etichetta: Century Media
Distro: Sony
Anno: 2015

Anche i Paradise Lost provano il live con l'orchestra, dopo ventisette anni di carriera, quattordici album in studio, quattro dal vivo ed almeno cinque - se non di più - generi musicali diversi esplorati. Hanno quindi tutte le carte in regola per poter tentare qualsiasi tipo di esperimento musicale, e non che la trovata sia una novità, in parecchi prima di loro lo hanno fatto - Deep Purple, Metallica, Kiss, Dimmu Borgir, Satyricon, Rage, la lista è lunga... - ma riuscire a selezionare dei brani che possano essere orchestrati pescando appunto tra una delle discografia più varie che la musica rock abbia mai contemplato è un'operazione non da poco, e che alla band di Halifax è riuscita benissimo. Il primo dischetto contenuto in 'Symphony For The Lost' è quello più interessante proprio per questo motivo, la band sviscera otto dei suoi pezzi più rappresentativi in compagnia della Orchestra Filarmonica di Plovdiv in Bulgaria e del Rodna Pesen Choir di Targovishte, sempre in Bulgaria, passando dall'energica title track del penultimo 'Tragic Idol', attraverso il gothic rock di "Soul Courageous" da 'One Second' - probabilmente il pezzo più adatto ad essere suonato con un'orchestra - fino ad arrivare al doom death della favolosa "Gothic" che non avremmo mai pensato si potesse adattare così bene, anche se in 'Tragic Illusions 25' ne era già stata fatta una versione in studio - cosa che viene quasi automatica con la magniloquente "Victim Of The Past" dal ritorno death di 'The Plague Within'. Tutti i brani vengono ancor più enfatizzati dalla partecipazione del coro, il quale dà un'aura ancor più sinistra a "Last Regret", "Joys Of Emptiness", "Over The Madness", "Your Own Reality", roba che già di per sè non è lo specchio di un'anima felice; e se aggiungiamo che in studio è stato fatto un'ottimo lavoro, facendo equilibrare tutti i suoni per dare quella giusta pulizia che un'orchestra richiede al fine di gustare ogni più piccola sfumatura, siamo di fronte ad un'opera totale, ricca di spunti validi che solo una band in forma come i Paradise Lost può realizzare in questa maniera. Ma non è finita qui, c'è anche il secondo dischetto in cui la band esegue altri nove brani che vanno a completare il concerto senza più l'ausilio dell'orchestra e del coro, ma con un classico gig in cui vengono preferiti i momenti più gotici/elettronici - senza toccare i bistrattati 'Host' e 'Believe In Nothing' - ma andando a ripescare a piene mani dal già citato 'One Second' e dal godibilissimo 'Symbol Of Life', chiudendo i battenti anche con capisaldi quali "As I Die" - per chi scrive IL brano dei Paradise Lost - "True Belief" e "The Last Time". Anche da questo si capisce quanto la band stia girando a pieno regime, fiera anche dei suoi momenti più discussi - spesso dal vivo eseguono anche "So Much Is Lost" e "Fader" -  rienergizzandoli in chiave metal ed ottenendo il risultato che è nelle orecchie di tutti, ma anche negli occhi visto che 'Symphony For The Lost' esce anche nella versione con il dvd ed addirittura in doppio vinile con dvd, uno spettacolo che merita anche dopo così tanti anni, un gruppo che è oramai un pilastro della nostra musica, supportiamoli, come sempre!

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