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ORCHID: MOUTHS OF MADNESS

data

24/05/2013
73


Genere: Doom Rock
Etichetta: Nuclear Blast
Distro: Warner
Anno: 2013

Ah, è uscito il nuovo Black Sabbath e non ce ne eravamo accorti? No, non può sfuggire quello che è uno degli eventi di quest'anno, insieme al nuovo Carcass. In realtà é il secondo full lenght degli americani Orchid, di San Francisco, i quali se arrivassero invece da Birmingham nessuno si scandalizzerebbe. In questo 'The Mouths Of Madness' i quattro ragazzi dichiarano tutto il loro amore incondizionato per la seminale band di Tony Iommi, e lo fanno catapultandosi negli anni settanta, a riprendere tutto dal periodo d'oro sia degli stessi Sabbath, che dell'hard rock psichedelico in generale, cosicchè Theo Mindell con la sua performance che sa tanto di Bobby Liebling dei Pentagram, fa da oscuro nocchiero alla tetra nave Orchid che si addentra così nel più buio maelstrom doom. Il rischio in questi casi é di plagiare quel suono se non si ha la convinzione di esplorarlo in altre forme, ma sembra che agli Orchid, che già dal nome lo fanno, non gliene possa fregar di meno. E allora via con la title track che apre le macabre danze alla grande con un tiro stoner non indifferente, risultando uno degli episodi più riusciti assieme alla successiva "Marching Dogs Of War", in cui anche il suono del pulsante basso ricorda il buon Geezer Butler. Ma ecco che si arriva alla scopiazzatura bella e buona, diteci infatti se "Silent One" non è la riproposizione di "Into The Void"! Qualcosa cambia con "Nomad" dove si sentono echi dei Pink Floyd, ma si ritorna ai Sabbath con "Mountains Of Steel", novella "A National Acrobat", e con "Leaving It All Behind" che ricalca "After Forever". La strisciante "Loving Hand Of God" è più nera della notte, ma ecco arrivare il picco del cd, ovvero il singolo "Wizard Of War", trascinante pezzo con la band che gira a mille e pesta duro senza fronzoli. La chiusura è affidata a "See You On The Other Side", aperta da un riff tipicamente NWOBHM, salvo poi trasformarsi nella nuova "Sabbra Cadabra". Insomma, plagio o no, non crediamo sia un grosso problema finchè si fa con band del calibro del Sabba Nero, l'importante è farlo bene e mettendoci, come del resto gli Orchid fanno, anche della farina del proprio sacco. Certo che se fossero nati quarant'anni fa...

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Commenti

  • Frago

    Gio, questi non si meritano niente! :)

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