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ONE INCH GIANT: The Great White Beyond

data

04/05/2013
66


Genere: Stoner Doom Metal
Etichetta: Soulseller Records
Distro:
Anno: 2013

I One Inch Giant rappresentano il prototipo di band a metà strada tra il salto di qualità e l'oblio determinato da eccessivo timore di uscire fuori dal proprio guscio. Alla seconda release ancora c'è tempo per andare nella prima direzione, di passi significativi rispetto a 'Malva' non se ne sono fatti tanti, ma quei pochi sono confortanti. Spieghiamoci meglio. Già vedendo la copertina dell'album precedente, si notavano un mammuth e un mostro marino, mastodontici entrambi, sia per la loro stazza, sia -soprattutto- per la grande presa che ebbe sui Nostri il sound originalissimo dei Mastodon. Tanto che difetto principale, allora e ancora oggi, è la estrema somiglianza di alcuni passaggi, vocali e strumentali, con le grandiose opere di Brent Hinds e soci. 'The Great White Beyond' trasporta idealmente gli afflati di 'Crack The Skye' in territori scandinavi e così facendo si pone come trait d'union tra l'opera più prog dei Mastodon e un certo stoner metal. Si direbbe il disco che poteva starci prima della deriva di 'The Hunter'. Ma rendiamo giustizia ai progressi dei One Inch Giant, perchè non si può parlare di un album solo per paragoni. Le onde si infrangono sulla battigia, i fiordi cambiano aspetto e inizia la danza, ossessiva, quasi ipnotica: il cielo è totalmente bianco, le chitarre indaffaratissime hanno diradato le nubi e si assiste a una movimentata riproposizione degli schemi di 'Malva'. Non si puó fare a meno di notare come certa commistione tra deflagranti distorsioni e una melodia di fondo che non viene mai a mancare era presente nell'ultimo capolavoro degli Opeth, tale 'Watershed'. Due significativi esempi: le tracce più varie, con accenni addirittura di thrash e blast beat da un lato ("Only Scorn Remains" e "My Unshaped Form"), riuscitissime; la delicata e acustica "Awating The Wave" dall'altro, altrettanto diretta al cuore. In mezzo, un tentativo troppo controllato, con meno passione di quanta servirebbe per emulare il già citato manifesto dei Mastodon.

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