You are here: /

OMEN : Hammer Damage

data

07/06/2016
60


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Pure Steel Records
Distro:
Anno: 2016

Ragazzi, sono tornati gli Omen, e qualcuno che ha pochi capelli - e quei pochi rimasti sono ingrigiti - e una bella pancetta che copre una tartaruga mai esistita, si sta sfregando le mani. Ma attenzione, degli Omen del fenomenale terzetto ottantiano - 'Battle Cry', 'Warning Of Danger' e 'The Curse' - è rimasto solo Kenny Powell, vero che è ritornato anche Steve Wittig dietro alle pelli, ma è rimasta anche un'incisione quantomeno discutibile, non fosse altro che oramai siamo nel 2016 e una cosa del genere non è più accettabile, anche se si tenta di celare le magagne dietro ad una indiscutibile attitudine old school. 'Hammer Damage' è stato rimandato già molte volte, le prime avvisaglie che il "presagio' tornasse in pista risalgono al 2012, e addirittura nel frattempo è cambiata anche la cover, cestinata quindi la pacchiana e manowariana idea originale - visibile sulla loro pagina Fb - l'ex Savage Grace e soci sono ritornati al cobra protagonista da 'Warning Of Danger' in poi di quasi tutte le release degli Omen, ma non sono ritornati all'ispirazione che li aveva assistiti ad inizio carriera, complice anche la timbrica rugosa di Kevin Goocher, il quale ha caratteristiche diverse dal povero J.D.Kimball, del tutto inadatte a ricreare le atmosfere potenti ed epiche tipiche degli Omen. Purtroppo sappiamo che non si può tornare indietro e che nessuno ci ridarà il singer originale - vittima, tanto per cambiare, del cancro - ma almeno si potevano evitare tutti quegli errori che sono stati commessi in fase di incisione e produzione, con la batteria del figliol prodigo Steve Wittig che era sempre stata una delle marce in più della band, e che invece si ritrova a galleggiare tra pezzi in cui sembra ovattata ed altri dove è fin troppo preponderante. Inoltre il basso di Andy Haas fa sì la parte del leone soprattutto nella title track ed in "Cry Havoc", e lo fa talmente tanto da relegare in secondo piano tutto il resto, compresa la voce abrasiva di Kevin Goocher. Per il resto Kenny Powell sciorina riff e assoli a profusione e si esalta nell'altrimenti discutibile strumentale "A.F.U." posta in chiusura, nella già citata "Cry Havoc" ed in "Hellas" e "Caligula" dove i passaggi enfatici cercano di riavviare la macchina del tempo, ma il risultato sonoro finale è debole. Se poi aggiungiamo filler inutili quali "Chaco Canyon" e "Era Of Crisis", il pastrocchio è completato! Forse saremo pignoli, forse c'è da considerare che non sempre certe band possono fare tutto al meglio non avendo grossi budget a disposizione, ma non crediamo di sbagliarci se citiamo gli esempi di altri grandi dello US metal ottantiano che continuano a perpetrare le loro aggressioni sonore e parliamo di Vicious Rumors, Jag Panzer o i fenomenali Armored Saint. Ecco, Kenny e soci dovrebbero ascoltarsi a fondo i loro ultimi disconi e farne tesoro a livelli di grinta, esecuzione e soprattutto, produzione.

MANY DESKTOP PUBLISHING PACKAGES AND WEB PAGE EDITORS NOW USE Reviewed by Admin on Jan 6 . L'Amourita serves up traditional wood-fired Neapolitan-style pizza, brought to your table promptly and without fuss. An ideal neighborhood pizza joint. Rating: 4.5

Commenti

Lascia un commento

live report

Festivalsez

DARK HORIZON OPEN AIR II
Museumpark Rudersdorf - Rudersdorf bei Berlin, Brandeburgo

A meno di due mesi dalla prima edizione gli organizzatori del Dark Horizon Open Air decidono di bissare l'evento. Inizialmente addirittura previsto per agosto, è stato poi posticipato per l'indisponibilità del luogo della prima edizione, in proc...

Oct 7 2020

2015 Webdesigner Francesco Gnarra - Sito Web