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OBSIDIAN KINGDOM: A Year With No Summer

data

02/04/2016
85


Genere: Progressive, Post Metal, Rock
Etichetta: Season of Mist
Distro:
Anno: 2016

Come gli Oceans of Slumber, anche gli Obsidian Kingdom hanno esordito qualche anno fa con un disco autoprodotto e acclamato in ogni dove, ed in questo inizio 2016 devono fare i conti con il debutto per una grossa etichetta. Entrambi i gruppi hanno saggiamente scelto di mischiare le carte in tavola, di bruciare quelle troppo usurate, ed in alcuni casi addirittura cambiare mazzo. Hanno fatto benissimo i catalani, dopo diversi cambi di formazione, a dare una direzione nuova, fresca e con possibilità di sviluppi ulteriori al loro collettivo. 'A Year With No Summer' ad un distratto ascolto potrebbe anche sembrare lavoro di altre persone, che nulla hanno a che vedere con l'ottimo 'Mantiis'. Ma più semplicemente sono i punti di riferimento a essere cambiati: da Ihsahn e Opeth si è passati al post rock e al post metal (vi ricordate i Palms di Chino Moreno ed ex Isis?), persino agli Ulver. Non capiamo come alcuni possano intendere questa svolta come fallimentare. "Non ci sono growl, scream, blast beat..." E allora? Potete tornare ad ascoltare 'Mantiis', se vi mancano. E poi non è neanche vero, perché nella conclusiva e strepitosa "Away/Absent" (che odora di Cult of Luna lontano un miglio) arrivano dei momenti niente male se si apprezza il metal estremo. Ovviamente gli Obsidian Kingdom non possono fermarsi a quello spunto, perché dopo lo sfogo ci sono discese nel limbo ed altri disperati momenti di disperate melodie. Possibile che non ci si renda conto della fortuna che abbiamo? Un gruppo che finalmente non si ricicla, che crea paesaggi sonici incredibili: elettronica a manetta, tanto che c'è anche Krystoffer Rygg in un brano, in un altro Attila Csihar, entrambi alla voce e oramai personaggi distanti dal metal più ortodosso. Accordi aperti, lasciati espandere nell'etere, supportano il cantato, melodico e molto emozionante. Non sarà prog in senso stretto, ma ci sono delle cose riprese dai Riverside e dai Porcupine Tree, se questo può essere utile per la catalogazione, pur tenendo conto che la band ha una sua grossa personalità. "Da grandi poteri derivano grandi responsabilitá", e gli Obsidian Kingdom ce li hanno: fateci sognare ancora.

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