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NEUROSPHERE: MEGANTEREON

data

29/04/2013
85


Genere: Death Thrash Prog Metal
Etichetta: Revalve Records
Distro:
Anno: 2013

Prima o poi arriva, bisogna avere pazienza, ma quando è il momento arriva; non vi preoccupate, non siamo ancora in età da demenza senile, é solo quello che abbiamo pensato nel momento in cui abbiamo finito di ascoltare il debutto su lunga distanza dei romani Neurosphere, altro gruppo sotto l'egida di una delle più attive etichette italiane, ossia la Revalve. E' arrivato, dicevamo, il disco che ti smuove le chiappe, quello che più lo ascolti e più dici "cazzo, che bello!", quello che nonostante fonda due generi come il death ed il prog, che é una cosa già fatta in precedenza da molte grandi band, ti fà dire: "che belle idee!". Insomma, non esageriamo a dire che questo é un disco che va oltre le aspettative, un disco dove il death metal più "arioso" va a braccetto con tanti elementi prog, ma anche folk e hard rock, basti sentire l'hammond nella amorphisiana "One Thousand Moons", incastonandosi perfettamente senza risultare cervellotico, senza spezzettarsi in mille cambi di tempo, senza perdere mai di vista la forma-canzone e quindi perdersi in autocelebrazioni per far vedere quanto sono bravi. L'ascolto é una sorpresa via l'altra, dall'iniziale "Beyond The Gates Of Pluto" si capisce che i Neurosphere vogliono cimentarsi con la materia death nella vena in cui la intendevano Opeth e Amorphis ai tempi, ma mettendo a disposizione di chi ascolta gli inserti thrash di "Dispossession", o della bellissima "The Bonestorm", sfuriate death come nella brevissima e devastante "Ira", o in "Floaters In The Void", già presente sul promo del 2009, come anche "Disphoria" che risulta godibile grazie ad inserti melodici ben congegnati e, appunto, puntate nel folk durante la lunga "Gashes In The Veil". Ma due brani su tutti spiccano dando ancora di più ad un disco già di per sè molto buono e stiamo parlando di "Dream Recorder", semiballad dalle atmosfere azzeccate, dal cantato incisivo e sopratutto con un assolo da urlo, e di "Ballo In Fa# Minore", cover del menestrello Angelo Branduardi di cui i nostri ne ricalcano l'aspetto originale inserendo, senza snaturarla, peraltro, parti in growl ed adattandola perfettamente per il loro modo di suonare ed intendere la materia estrema. L'unico piccolo appunto riguarda la poca incisività della registrazione, un po' piatta a dire il vero, un produttore più attento potrebbe migliorare ancora di più l'impatto della band, ma comunque la nostra pazienza è stata ripagata, 'Megantereon' é già in cima alla playlist di quest'anno!

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