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MY REGIME: Deranged Patterns

data

21/07/2017
75


Genere: Thrash Metal
Etichetta: Scarlet Records
Distro: Audioglobe
Anno: 2017

I My Regime sono a pieno titolo una thrash metal band, senza orpelli di altra natura, arrivata oggi al secondo album, composta da quattro elementi in cui svetta la figura del cantante svedese, in questo caso anche produttore, Christian  Sjostrand, detto Spice, già ben conosciuto per la sua militanza negli Spiritual Beggars di Michael Amot. In questo album, come anche già nel precedente 'Dogmas', ci si trova davanti ad un lavoro che vanta una buona produzione, tecnicamente ben suonato da musicisti che con disinvoltura operano cambi di tempo e di atmosfere, marcatamente oscure, passando facilmente da arpeggi acustici desolanti a vere e proprie sfuriate metal, fatte di riff cupi suonati a piena velocità e piena potenza, con assoli fulminanti, che non hanno la loro logica nella melodia ma bensì in un fluire selvaggio ed inquietante di suoni sibilanti, con una sezione ritmica roboante e devastante, a volte attenuata ma solo per tornare in seguito ancora più prepotentemente, oltre ad una voce che urla disperate raffiche di rabbia. Tutto questo viene evocato anche nell’artwork in copertina, dove una bocca mostruosa con teschi come denti è al centro di una scena degna di un incubo delirante. Entrando più nello specifico dell’ascolto dell’album, si può dire che dopo un intro inconsueto di percussioni, si ha la sensazione di accedere ad un turbinio di gironi oscuri, a volte più vorticosi come in "Rays Of Grey" oppure in "Nervous Fort", altre volte più ipnotici e cadenzati come in "The Smiling Dog", o addirittura quasi rituali come in "The Sound Of Dying Dreams". Ben evidente in tutto il disco è l’impostazione thrash di stampo vecchia scuola dove...qualcuno ha detto Slayer?!? I richiami sono evidenti! E molti! Quasi imbarazzanti, ma penso comunque che si possa fare una doppia lettura del disco, nel senso che da una parte non si può dire che ci sia un granché di originalità nelle idee proposte, rispetto al panorama thrash metal in generale, dall’altra però si presenta un prodotto che sicuramente costituisce un coktail  di adrenalina e di piacere puro per chi, come il sottoscritto, ha questo tipo di sonorità nelle corde dell’animo. Sostanzialmente il concetto è questo, chi entra in assonanza con questo genere di riff, di atmosfere, con questi ritmi e con questo cantato, o meglio urlato, che messi insieme hanno l’unico obbiettivo di non lasciare scampo!!! Si sente a casa, senza bisogno di aggiungere altro, con buona pace di tutti!! Forse non è la volontà dei My Regime quella di innovare la scena della musica metal, forse non lo è neanche il loro destino, almeno fino ad oggi, poi si vedrà. Penso che ascoltando questo album sarà facile più o meno per tutti trovarsi in una sorta di già sentito, che per alcuni costituirà un momento forse poco appagante, ma per altri un momento di piacere caotico, devastante e quanto mai familiare.

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