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MISS MAY I: Shadows Inside

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04/06/2017
55


Genere: Metalcore
Etichetta: SharpTone Records
Distro:
Anno: 2017

I Miss May I sono l'emblema della nocività del metalcore, portando avanti un discorso sconnesso fatto di canzoni tutte uguali e montagne di plastica, carta, soldi, energie buttati al vento per dare alla luce sei album dal vicino 2009. L'ultimo 'Shadows Inside' inaugura un contratto con la pigliatutto del metal moderno di oggi, Sharptone Records, etichetta figlioccia della Nuclear Blast. Il trend è quello che va avanti da qualche tempo: i Miss May I hanno scoperto il potere di ritornelli veramente cantabili e almeno una manciata di singoli non è fastidiosa. Ecco, a piccole dosi, come una goccia nell'oceano di qualche playlist Spotify, i nuovi brani hanno ragione di esistere come mai prima d'ora. Arrotondati gli angoli, rifinito un approccio privo di personalità, i Nostri hanno pensato di rimescolare un po' le carte. Le poche carte che hanno, a dire il vero. La copertina è un mix di 'At Lions' e 'Apologies for the Weak', la musica segue senza sussulti le indicazioni di 'Deathless' del 2015, con sviluppi sul versante pop. Ci sono diverse canzoni che non possono considerarsi metalcore in senso stretto, nel bene e nel male: più rotondi e ammiccanti i passaggi vocali ("Swallow Your Teeth"), più semplici e melodiche le strutture dei brani ("My Destruction" e "Death Knows My Name"), più stracciapalle ("Never Let Me Stay"). E comunque le altre, più standard, sebbene prevedibilissime nel loro svolgimento, non sono una semplice somma di Unearth né dei Darkest Hour (soprattutto la voce), non ne hanno la muscolatura. Anche dopo dieci anni di carriera i Miss May I danno l'idea di non essere maturati come i gruppi appena citati, ma di essere rimasti intrappolati nell'adolescenza come i Bullet For My Valentine, in un angusto spazio delimitato da regole che in realtà sono solo limiti, altrimenti ci sarebbero più cose come la già citata title track (che comunque deve essere condannata perché spudorata copia della intro di "Nemesis" degli Arch Enemy), "Lost In The Grey" e "My Sorrow". Musicalmente nulla di notevole, soprattutto le voci di Levi e Ryan, ma non posso farci nulla: mi stanno simpatici perché all'apparenza, che secondo i detrattori è l'unica cosa che conta in questo ambito, sono dei ragazzi assolutamente normali, che non hanno avuto successo se non per la loro musica. Per chi vuole qualcosa di meglio ci sono sempre i classici del genere o, di recente, i While She Sleeps. Se vi sta bene 'Shadows Inside' dovete solo aspettare i We Came As Romans, anche loro dovrebbero uscire a breve con un album esattamente uguale a questo e a tutti gli altri fatti in precedenza.

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