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MESARTHIM: Pillars

data

14/07/2016
78


Genere: Atmospheric Black Metal
Etichetta: Avantgarde Music
Distro:
Anno: 2016

Il black metal atmosferico ha raggiunto un senso di perfezione e settorializzazione spaventosamente avanzato, tanto che si sono aperte le strade per ulteriori sottocategorie. I Mesarthim fanno parte della corrente cosmica, ma non allo stesso modo dei Darkspace. Con gli svizzeri c'è la disperazione di essere davvero soli nello spazio, chissà dove e senza alcuna possibilità di scampo. Il tipo di black metal cosmico incarnato in 'Pillars' (considerato un EP, ma dalla durata di trentasette minuti), e prima ancora nello splendido predecessore 'Isolate' (nome appropriatissimo), fa viaggiare con una destinazione precisa, ti porta in orbita e ti lascia lì, attonito, mentre le stelle esplodono, mentre i fenomeni più straordinari si riproducono davanti ai tuoi occhi. Insomma, cambia la finalità, non ci si perde, si procede a velocità sostenuta verso un obiettivo. Un pezzo dei Mesarthim in qualche documentario di geografia astronomica non sarebbe fuori luogo. È musica piena zeppa di tastiere, usate in modo molto dinamico rispetto al genere proposto. Non solo sintetizzatori classicamente atmosferici, ma soprattutto quelli penetranti e stellari dello space rock, sporcati di tanta elettronica, che farà la gioia di coloro che non sopportano categorizzazioni. La seconda traccia in pratica aspetta solo Dave Gahan e "Constellations" va ancora oltre. I puristi saranno già scappati con le mani nei capelli e il brano appena citato li farà piangere sangue. Per tutti gli altri è un episodio davvero suggestivo di electro metal. Lo screaming è un po' nelle retrovie in 'Pillars', anche se è più evidente a confronto col disco del 2015 e forse era meglio per una questione di armonia complessiva che rimanesse barricato dietro agli altri strumenti. La chitarra fa un grosso lavoro di manovalanza nel sorreggere strutture importanti, la cui durata non pesa affatto nell'ascolto. I riff vanno oltre l'ordinario operato zanzaroso, ce ne sono alcuni post metal e altri goth. Dopo un po' bisogna prendersi una pausa da tipi affini (almeno inizialmente) come Midnight Odissey o Mare Cognitum proprio per la loro diversa concezione del tempo, qui nei Mesarthim giustamente e consapevolmente più equilibrata. Chissà dove andranno a finire di questo passo, se nelle spire dell'ambient o dell'elettronica pura. O se daranno ancor avalore al black metal. Nello spazio nessuno può sentirti, ma urli comunque perché hai un album dei misteriosi Mesarthim nelle orecchie e non puoi dire a nessuno quanto è bello.

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