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MAGENTA HARVEST: VOLATILE WATERS

data

21/01/2014
63


Genere: Death metal
Etichetta: Inverse rec.
Distro:
Anno: 2014

Curioso il nome con cui esordiscono su full lenght questi cinque finlandesi, traducibile più o meno come "raccolto magenta", laddove il magenta è una tonalità di rosso, ma le cose curiose finiscono qui perchè l'album non dà particolari spunti di curiosità, riferendosi a quel mix di death e gothic che andava alla grande intorno alla metà dei 90's e che è stato ben sviscerato da Tiamat, Sentenced e Cemetary durante le loro prime parti di carriera. Eppure i nostri non sono dei pivellini alle prime armi, la loro nascita risale al 2005, quando i due ex ...and Oceans Timo Kontio e Janne Manninen decidono di partire con questo progetto che, con l'aggiunta nel 2009 del bassista dei Chtonian, Jonas Frilund e dello sconosciuto chitarrista Timo Hanhikangas cominciano a pubblicare due Ep autoprodotti. Quindi, dopo aver completato la line up con Mathias Lillmåns, vocalist sia dei già citati Chtonian, sia dei Finntroll, pubblicano via Inverse questo debutto che, proprio per l'esperienza dei nostri lasciava ben più di una speranza, invece, molto probabilmente i Magenta Harvest esistono solo per tributare alla loro maniera quel periodo e quel tipo di musica estrema, con lo stesso tipo di produzione "profonda", ma per fortuna non asettica come capita al giorno d'oggi. Parlando della musica, si fa fatica a citare un brano sopra gli altri, tutto è livellato verso uno standard buono, ma non eccellente ed il songwriting omogeneo e poco ispirato non dà una mano. Se vogliamo, si più citare la brutalità di "A Symposium Of Frost" e la sintomatica title track, dove si alternano sfuriate a momenti più ritmati, il tutto avvolto in un sottile velo di tastiere che danno quel tocco gotico di cui sopra. Per capirci si prenda "Interrupted Fleshwork" ai limiti di quel black-death nato proprio in Scandinavia, e da cui si è originato il genere dei Magenta Harvest e si ascolti la prova vocale piatta che non dà quella varietà degna di spunto e fa finire tutto il cd in un monoblocco death, peccato...

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