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KATAKLYSM: Of Ghosts And Gods

data

04/08/2015
65


Genere: Death Metal
Etichetta: Nuclear Blast
Distro:
Anno: 2015

Quando c'è da "cazziarli" (lo capite lo slang terronico?) per delle scelte poco coraggiose, o per qualche pezzo brutto non ci tiriamo mai indietro. Allo stesso modo, quando i Kataklysm tirano fuori un album decente, è un piacere soccombere alle scudisciate della premiata ditta di Maurizio Iacono e compagni. Dodicesimo disco in studio, 'Of Ghosts And Gods' migliora leggermente quanto ascoltato nel suo mediocre predecessore. Il nuovo batterista sembra entrato al meglio nei meccanismi ultraconsolidati della band, anzi, è proprio la sua prestazione che rende in parte diverso questo lavoro. Lo chiamiamo death metal? Facciamolo pure, con l'avvertenza che c'è anche altro. La ricerca melodica nei riff è a tratti svedese, a tratti epica e nei ritornelli si sente in tutta la sua estensione, mentre Iacono mette in mostra le sue qualità di growler non duttilissimo, ma riconoscibile e immediato. Teniamo conto che la produzione è del chitarrista e di Marc Lewis (all'opera con i Devildriver, importante sottolinearlo) e il missaggio di Andy Sneap, quindi non scandalizziamoci del groove tipicamente americano e vicino al "core", ci sono alcune canzoni che se non sono uscite dalla penna di Dez Fafara poco ci manca... È appunto un pizzico di brutalità in più a contrassegnare l'attuale sound dei Kataklysm, che sanno comunque prendersi spazi più dark come in "Shattered" e altri elaborati e avvincenti, ad esempio il brano conclusivo. Come 'Waiting For The End To Come", la qualitá è molto altalenante: "Breaching The Asylum" ha il riffetto melodico giusto per aprire ...i concerti, ma scivola via troppo presto, così come "Hate Spirit", che ha un ritornello non usuale per la band, ma un lavoro di chitarre defatigante e sempliciotto, da suonare sotto l'ombrellone. Astenersi fan della prima ora o deathster puristi, qui dentro di veramente estremo c'è qualcosa di death svedese, produzione massiccia e iper blast beat sono su ordinazione, in pratica per movimentare la seconda strofa e/o il secondo ritornello. Bella l'idea di fare un video per ogni canzone, molto meno lo sviluppo: i fastidiosissimi lyric video dovevano essere evitati.

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