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I AM I: Event Horizon

data

11/02/2013
60


Genere: Heavy Power Metal
Etichetta: Unsigned
Distro:
Anno: 2012

Data la qualità dell'ultimo disco dei Dragonforce, il primo senza l'ugola di ZP Theart, possiamo affermare senza alcuna ombra di dubbio che il problema, per la band di Herman Li, era proprio il riccioluto cantante. Sapete, la voce costantemente sforzata, velocità estenuante. Il tutto contribuiva a rendere ZP una macchietta. Senza smentire la proposizione or ora enunciata, possiamo d'altro canto dire che il primo lavoro del singer con la sua nuova band non dispiace e non è il clone del Dragonforce-sound a cui eravamo abituati ad abbinarlo. Inutile paragonarlo a fuoriusciti illustri come Di'Anno o Mikael Kiske, ma sentiamo comunque che ZP è tornato protagonista, in positivo stavolta, delle gesta di una sua band. I Am I, logo terribile, intenti chiari: dimostrare l'emancipazione dai Dragonforce. E senza dubbio c'è stata, non fosse altro che per i ritmi che si stabilizzano senza sgroppate eccessive di doppia cassa, molto metal classico e molto power di scuola europea. La band purtroppo non fa tanto per il singer, perchè appunto in molti punti resta "la band d'accompagnento" e lascia impressionanti vuoti di personalità. Siamo sempre più dell'opinione che Theart non sia granchè adatto al metal più spinto, visto che brilla (è il caso di dirlo) molto nei brani meno estremi (ballata compresa, ma questo lo sentivamo anche nella vecchia band), dato che il retrogusto AOR/melodico valorizza la voce se questa non è urlata a mo' di sirena. Ecco che quindi il metal helloweeniano (necessaria influenza) è predominante, ma con un pelo di cattiveria ritmica in più. La parte peggiore di 'Event Horizon' peró che vanifica il buon lavoro canoro è -come già annunciato- uno stile di composizione che non si addice affatto ad un gruppo di esperti mestieranti del metal come questo: la struttura dei brani è a livelli di costruzioni Lego, oramai manco i demo sono fatti così, con poca, pochissima inventiva, praticamente zero variazioni sul tema intro-chitarra lead su accordi-stacco-strofa-bridge-ritornello e così via. Il singolo è il manifesto dell'album, benchè non sia certo il brano migliore, perchè evidenzia la propensione alla anonimato degli I Am I. Pensate cosa avremmo scritto se non ci fosse stato il "cantante famoso": meno chiacchiere, no? Ma il tempo ci darà ragione, seppellirà questo mediocre dischetto in men che non si dica. O forse verrà ricordato perchè uscito inizialmente solo in chiavetta USB?

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