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HUMAN SLAUGHTERHOUSE: Trickle Down

data

01/04/2016
58


Genere: Death Metal
Etichetta: Unsigned
Distro:
Anno: 2015

Puglia e death metal: un binomio che sta dando tanti frutti alla scena italiana. Capita che ci si imbatta però in prodotti ancora un po' acerbi, come nel caso degli Human Slaughterhouse, al secondo EP e - lo abbiamo appreso qualche giorno fa - vittima di un furto in casa di uno dei componenti che ha tagliato loro le gambe (forza ragazzi, tenete duro). 'Trickle Down' è puro death metal con influenze a metà strada tra la scuola polacca e quella del brutal americano. Infatti, il riff portante di "Left to Shred", dopo l'introduzione "Nevrosi" (che tra l'altro è l'unica parentesi con carattere introduttivo o di intermezzo davvero significativa, a differenza di "Hallucinosis" e "Ritual"), si tiene in bilico fino all'esplosione di batteria, che invece fa pendere la bilancia dal lato di Vader e Decapitated. Se il riffing quindi è interessante dall'inizio alla fine della canzone, ci sono invece problemi per quanto riguarda la batteria: a livello di registrazione è abbastanza confusa e ogni tamburo suona troppo simile all'altro, in parte oscurando il buono e brutale lavoro dietro il drum kit di Claudio Peragine. Ottimo il growl di Giovanni Lefemine, violento al punto giusto e molto adatto allo stile voluto dai Nostri. Nel prosieguo è la chitarra che invece si perde un po', insistendo troppo su riff con poco mordente, per esempio con la melodia principale di "Out Of The Wounds" e nella parte centrale di "The Lurking Worm", che pure nel suo cuore da Cannibal Corpse di inizio anni Duemila non è male. Nella sua compattezza è "Your Grief Lives Among The Dead" il pezzo migliore perché ribadisce in modo ineccepibile la voglia di emergere dei Nostri, quella che nei precedenti tasselli non era balzata subito all'occhio e all'orecchio. Una varietà più spiccata nelle canzoni e stacchi più audaci (ce ne sono già alcuni, per esempio in "The Lurking Worm": bisogna ripartire da lì) sono gli accorgimenti che ci sentiamo di indicare a questa squadra di deathster, che speriamo torni presto con una rabbia ancora maggiore e soprattutto con un'esperienza tale da poter evitare alcune debolezze che non si addicono a una formazione che ha alle spalle già un paio di pubblicazioni.

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