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HERESIARCH: Death Ordinance

data

10/07/2017
80


Genere: Death Black Metal
Etichetta: Dark Descent Records
Distro:
Anno: 2017

I Diocletian si sono sciolti. Io ancora ci penso. E più ci penso, più mi convinco che si riuniranno presto. Una ristampa del primo album 'Doom Cult' dovrebbe uscire entro l'anno, ad esempio. E il merchandising di certi gruppi va sempre forte. Ma perchè parlo dei Diocletian? Perché il loro batterista e il chitarrista nel loro ultimo lavoro ('Gesundrian' del 2014) facevano parte proprio degli Heresiarch. Dopo una buona demo, un EP strepitoso ('Hammer Of Intransigence') e uno solo discreto ('Waelwulf'), arriva anche per loro il momento del full length e in copertina si mettono ben in chiaro le intenzioni. Sembra qualcosa di Paolo Girardi, vero? Come 'Gesundrian'. E invece è opera di Misanthropic-Art. Stupenda, tra l'altro. Non ho citato i Diocletian per puro vezzo: è che inizialmente gli Heresiarch sembravano dover essere la loro proiezione nel black metal. Pete Helmkamp si è riciclato nei Kerasphorus dopo aver detto basta a nuova musica per gli Angelcorpse, ma è battuto su tutti i fronti dall'immane impatto di 'Death Ordinance'. A dire il vero 'Waelwulf' era stato utile per sperimentare dopo la carneficina iniziale, erano tre brani di rodaggio, una perlustrazione delle proprie possibilità atmosferiche. E si riparte proprio da lì con "Consecrating Fire", marziale e lenta, un'annunciazione blasfema della battaglia imminente. Che poi, in effetti, arriva ed è subito un ritorno ai fasti di 'Hammer of Intransigence' nelle assassine parti veloci, con un punto di forza ulteriore: hanno l'esperienza necessaria per inframezzare il tutto con opportuni rallentamenti e riff death metal alla Bolt Thrower belli grassottelli, se non vicini al doom. "The Yoke" a permettere ai feriti di suicidarsi per evitare altro dolore e "Iron Harvest" stupisce per i tanti cambiamenti che si susseguono al suo interno, lasciando piacevolmente sorpresi anche gli scettici che ritengono band e genere equivalenti a del pentolame che casca dalle scale. Gli Angelcorpse e ancora i Diocletian non sono così lontani e scommetto che questo album diverrà un classico del death/black più devastante, per alcuni war metal, se verrà perdonata una produzione che certo non è cacofonica come quella dei Blasphemy. Vedete, non è che ce l'ho coi Belphegor o con altri gruppi mainstream, è che la loro sovraesposizione mediatica fa pensare che il death/black sia solo quello. I Diocletian si sono sciolti? Poco male, abbiamo gli Heresiarch: crudeli, assetati di morte e fedeli alla propria bandiera.

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