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HEAVEN SHALL BURN: Wanderer

data

24/09/2016
68


Genere: Melodic Death Metal, Metalcore
Etichetta: Century Media Records
Distro:
Anno: 2016

Questa storia delle categorizzazioni, dell'affibbiare generi come se non ci fosse un domani, del giudicare a scatola chiusa, è sfuggita di mano da troppo tempo. Che possiamo fare oramai? Definire "metalcore" (e quindi, per molti, merda) un gruppo solo perché ha venduto parecchio e non indossa magliette di gruppi trucidi ai concerti? L'hanno fatto in lungo e in largo, anche sulle riviste cartacee. Gli Heaven Shall Burn erano al massimo "quelli cattivi" del metalcore europeo. Una profonda ingiustizia perché ragionando allo stesso modo avremmo dovuto mettere una pietra sopra a decina di altre band che, come per magia, godono di certe immunità che fanno da barriera rispetto a dischi veramente penosi. Si sa, il metalcore è partito anche dal death melodico. Credevo fosse evidente che in una scala dai Dark Tranquillity ai Caliban gli HSB fossero orientati più verso i primi. Ovviamente il seme bastardo dell'hardcore si sente ed è giusto che sia così. Pensavo fosse chiaro in 'Asunder', il loro disco d'esordio, grezzissimo e impreziosito da una cover dei Bolt Thrower niente male. Pensavo si fosse capito nei successivi lavori. Per loro "sfortuna" con il primo 'Iconoclast' sono finiti in classifica in Germania, Svizzera, Austria e USA ed ogni due o tre anni da allora, puntualmente, continuano a presidiare posizioni abbastanza alte per un gruppo di metal estremo. Che, ricordiamolo, non usa praticamente per niente alternanza growl/voci pulite, non fa sembrare i pezzi un unico breakdown. E allora: che problemi avete? Che. Problemi. Avete. Continuate a ignorarli e a sperare che gli In Flames tornino al metal. Il mondo intero, al contrario, si è già accorto degli HSB a tempo debito e loro adesso stanno solo amministrando e godendo del loro vantaggio di esposizione mediatica sul resto delle altre band. 'Wanderer' è tra le cose più accessibili partorite dai ragazzi tedeschi perché ha una produzione molto più chiara, meno urticante di 'Veto' e 'Invictus', e si fregia di riff veramente melodici, riconducibili ai gruppi citati in precedenza, e anzi, vanno anche oltre. In sostanza è forse il disco meno "core" (e di riflesso più melodeath) della intera carriera, oramai ventennale, dei Nostri, con eccezione di alcuni limitati giri di batteria fin troppo diretti (il cambio dietro le pelli non è stato del tutto positivo). Ci sono alcune mazzate da tramortire un toro, come "Prey To God" (con l'ospitata di Corpsegrinder) e i riffoni a grattugia di "They Shall Not Pass" e il manifesto dell'opera "Downshifter". Dall'altro lato ci sono atmosfere inedite per la band in "Corium" (prese in prestito da Insomnium e Amorphis? Vi sembrano abbastanza metal?) e nella ottima cover di "The Cry Of Mankind" dei My Dying Bird, impreziosita dalla partecipazione del cantante dei Solstafir. Non è il miglior lascito possibile a causa di una eccessiva omogeneità dei brani e di un calo qualitativo nella seconda parte del disco. Una canzone come "Exterminate Order" in sè è molto banale, a partire dal riff iniziale da bignami del death svedese, e per essere salvata avrebbe avuto bisogno di un miracolo, che purtroppo non avviene. Forse perché l'elettronica è limitatissima, se non assente? Forse perché parte della violenza è stata rilasciata per far posto a suggestioni di Goteborg? Per gli Heaven Shall Burn è il tempo dell'appagamento ed è anche fisiologico che il calo avvenga dopo ben otto album a livelli altissimi. L'inizio della fine?

PS A meno che noi di Hardsounds.it non siamo considerati come figli della serva, e quindi ci inviino promo con una canzone in meno, sappiate che tutte le recensioni che parlano del rifacimento di 'Agent Orange' (Sodom) sono state scritte ascoltando file pirata, poiché il brano non è presente nelle edizioni cd singolo e digital download.

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