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GROG: Scooping The Cranial Insides

data

09/08/2012
80


Genere: Grindcore Death Metal
Etichetta: Murder Records
Distro:
Anno: 2012

Quanti di voi hanno mai sentito parlare dei Grog? Pochi, eh? Se siete dei metallari occasionali nulla di male, ma se bazzicate da un po' nell'estremo dovreste esservi imbattuti in loro almeno un paio di volte. Si tratta di un gruppo portoghese assolutamente schizzato e senza un briciolo di serietà, uno dei nomi di punta del death/grindcore lusitano, tanto per sottolineare che il Portogallo non è fatto solo dai Moonspell. Ok, bisogna scavare un bel po' prima di arrivare ai Grog, perchè la band non è affatto generosa e dagli anni novanta una marea di demo e solo tre album. 'Scooping The Cranial Insides' è datato 2011, ma il prodotto oggetto della recensione è il succulento vinile con bonus tracks edito quest'anno. Innanzitutto bisogna lodare e sottolineare l'ottimo lavoro dei musicisti, dei maniaci che non lasciano nulla al caso, un death metal sanguinolento e talmente spinto da andarsi a confondere nel grind, soprattutto a livello di tematiche, ma anche in alcuni punti in cui il caos regna sovrano e il cantato è tipicamente ultra-growl oppure uno scream isterico e potentissimo. L'impatto iniziale è dei migliori, molti pezzi hanno vita propria e non si confondono con gli altri, anche grazie a trovate che vanno a pescare in sottogeneri del grind, con l'inserimento di orgasmi e urla femminili, che fanno gelare il sangue nelle vene. Sembra di avere a che fare con un tipico gruppo death metal floridiano (mettiamo i Deicide, anche se i riff sono anche ispirati ai Cannibal Corpse) alle prese con una svolta verso il gore e il grind, in cui la preparazione tecnica è molto accentuata a livello ritmico, in cui ci si colloca tra la velocità di Steve Asheim e la schizofrenia di scuola Cryptopsy (solo quella!). Notevole l'intelligenza musicale dei Nostri quando vanno a comporre qualcosa di imperioso come "10 Cummandments". Un piccolo classico della nostra lercissima musica, in breve, arricchito da tre tracce che spingono sul lato più grind e meno death dei nostri, coordinate Napalm Death degli anni Novanta e nelle fucilate in stile Haemorrhage ("Decrepit Pussies Cabaret" è assolutamente geniale). Il formato vinile privilegia la natura di gioiellino di questo album.

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