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FIRESPAWN: Shadow Realms

data

22/11/2015
65


Genere: Death Metal
Etichetta: Century Media Records
Distro:
Anno: 2015

La Century Media sta giocando ad una sorta di Fanta-metal, cercando di suscitare anche solo sulla carta qualcosa in più di un semplice interesse nell'ascoltatore. Leggendo i nomi coinvolti, si resta in effetti molto colpiti: Entombed, Unleashed, Necrophobic, Defleshed. Poi però dopo che 'Shadow Realms' ha fatto qualche giro nel lettore, si ritorna violentemente alla realtà e ricordiamo che L-G Petrov ha dovuto subire la telenovela Entombed/Entombed AD, che 'Back To The Front' era passabile solo per la sua voce e non esce un disco veramente bello con la sua band madre da 'Uprising' o 'Morning Star'; ricordiamo che neanche i Necrophobic non sono messi benissimo e gli Skinless sono solo ordinari mestieranti scandinavi. Si salvano solo gli Unleashed, le cui ulime prove erano buone, ma tutt'altro che miracolose. Quindi vedete che dei grossi nomi iniziali non è rimasto granché. E paradossalmente è meglio che sia così: facciamo parlare la musica, la eventuale delusione sarà meno cocente. Cosa ci propone questa "all star band" sul punto di sembrare fuori tempo massimo? Esattamente quello che abbiamo sentito da Entrails, Interment, in parte Aeon. Ma come? - direte voi - Dei senatori del metal estremo svedese si adagiano a suonare come una qualsiasi band nata negli anni Dieci? Ci adattiamo allo stato delle cose e ammettiamo che il disco non è male. Molto scostante nell'avere brani ottimi e altri assolutamente da dimenticare, ma nel complesso fa parte del gioco avere dei passi falsi. D'altronde hanno inventato il tasto "skip" proprio per questo. Old school svedese corazzato col groove americano: le ritmiche sono veramente bestiali, le chitarre tagliano al punto giusto e non si perdono in troppi convenevoli, a costo di risultare anche troppo scolastiche in diversi frangenti. A coronare il tutto il solito lavoro da incorniciare di Petrov, l'orco che tutti vorrebbero nella propria band, alle prese con ritornelli accessibili e soprattutto intellegibili. Per dare qualche riferimento concreto "Lucifer Has Spoken" è noiosissima e non abbiamo idea di chi possa riuscire ad ascoltarla fino alla fine, "All Hail" inizia come un pezzo dei Cannibal Corpse e si perde con un ritornello inconsistente, "Ginnunga" è fantasticamente selvaggia, incontrollata, mortale. In sostanza, 'Shadow Realms' è il classico disco salvato dal mestiere dei musicisti coinvolti: ad esempio "Spirit Of The Black Tide" ha un riff portante che a tutti i chitarristi metal è venuto in mente almeno una volta per ogni album, eppure con questi arrangiamenti e con questa produzione risulta una canzone dignitosa e sensata. Si poteva sperare di più? Certo, le speranze non costano nulla. Si poteva concretamente avere di più? Non possiamo saperlo: la risposta ce la daranno i prossimi lavori di Entombed AD, Unleashed, Necrophobic e company.

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