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FALLUJAH: The Flesh Prevails

data

31/07/2014
82


Genere: Progressive Technical Death Metal
Etichetta: Unique Leader Records
Distro:
Anno: 2014

Fa piacere che almeno nei nomi scelti per la band, molti artisti guardino al presente. Fallujah è sede di una base militare statunitense in territorio iracheno, nella fattispecie, ma da qualche anno indica anche un gruppo molto promettente, che sin dal suo esordio del 2011 cercava di mischiare i mondi molto diversi del death e dell'ambient. 'The Harvest Womb' era impregnato anche di -core e per forza di cose l'insieme ancora non era ben amalgamato. Dello scorso anno invece un EP di circa un quarto d'ora aveva messo i puntini sulle "i" e ora ci sentiamo di dire che lo sviluppo è terminato. Con 'The Flesh Prevails' si va oltre il deathcore (genere comunque mai abbracciato del tutto), oltre il death tecnico e oltre quanto fatto anche da altri che potrebbero sembrare affini ai Nostri e invece si trovano su un piano differente (ricordiamo i Mithras o i Melancholy Pessimism). I Fallujah sono moderni, le loro influenze vanno dai Cynic per le chitarre eteree, liquide, prossime alla fusion, fino ai Meshuggah (le note singole e dissonanti di "Carved From Stone", ad esempio). In mezzo un tecnicissimo e monumentale death brutale e portato paradossalmente all'estremo giusto da melodie molto più evidenti che in passato che hanno il loro punto di forza proprio nel contrasto con il muro di iper blast beat o breakdown. Dei ricami sognanti che rasentano la perfezione, finalmente parte integrante di un sound che spezza le catene di ogni catalogazione. E a noi piace quando le parole si fanno più difficili da dire, quando la musica riesce a veicolare da sé talmente tante emozioni che il nostro ruolo sembra davvero marginale. Come se vi presentassimo una nostra amica che non vedete l'ora di portarvi a letto e il sentimento è reciproco. Tantissime suggestioni, compresse, quasi maniacali, in cui un solo brano fa storia a parte, su qualche pianeta lontano. Si può rimanere delusi da 'The Flesh Prevails' solo volendo scindere il metal da tutto il resto (perché NON si può, oramai) oppure aspettandosi un nuovo modo di suonare metal, come sbandierato da più parti. In quest'ultimo caso, i ragazzi americani hanno solo saputo come dare una profonda ripulita, una decisa spolverata a generi estremi diventati troppo chiusi su se stessi. Se poi verrà lanciato un nuovo trend, lo vedremo tra qualche anno. Soprattutto vedremo questi qui cosa riusciranno a inventarsi. Per ora, pochissimi suonano come i Fallujah: noi ce li teniamo stretti, senza pregiudizi o senza la scusa che sia una musica troppo fredda. Lo è, infatti: algida e rarefatta perché a una certa quota le temperature si abbassano considerevolmente. Aprire la mente non è tanto un consiglio, quanto una reazione pressoché immediata all'ascolto di un brano di questo album.

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