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EVERSIN: Flagellum Dei

data

16/04/2016
60


Genere: Thrash Metal
Etichetta: My Kingdom Music
Distro:
Anno: 2016

Gli Eversin hanno iniziato a operare negli anni Duemila, ma sotto sotto sono indubbiamente un gruppo della vecchia scuola, che a costo di sembrare démodé insiste sulla sua musica, anche nei momenti "morti" tra un full length e l'altro, pubblicando il singolo 'Flagellum Dei' quando oramai di alcuni soggetti si vedono in giro mutandine, cavatappi, vibratori e via dicendo. E appunto è proprio come una mera occasione per parlare ancora di loro che accogliamo un'uscita che non aggiunge altra carne al fuoco rispetto a 'Trinity: The Annihilation' e anzi si dirige ai fan già acquisiti dai siciliani, e non solo. Gli acquirenti realmente interessati poi dovranno anche essere degli estimatori del formato cd singolo e/o collezionisti: in questo caso il valore dell'uscita sale, crediamo che si sia voluto puntare sul fattore reliquia (magari tra qualche anno sarà davvero una rarità del panorama discografico italiano). Nel contenuto come detto in precedenza si fa un po' il punto della situazione. La title track è il brano più diretto (assieme alla oramai nota "Chaosborn") di 'Trinity', col riffing strettissimo e probabilmente la prestazione più arrembante di Angelo Ferrante al microfono, purtroppo penalizzata da una leggera monotonia vocale e da un sound imperfetto con poca armonia tra i vari strumenti -come accennato nella recensione- che stride un bel po' con l'esperienza di una formazione con una buona discografia alle spalle. Una apertura che nel contesto dell'album lungo è discreta e non rende piena giustizia agli sviluppi successivi e migliori. La cover dei Sepultura è stata pienamente "eversinizzata", resa in modo più cupo dell'originale (grande lavoro al basso) e nobilitata dalla parte del leone del grande Michele Montaguti degli Electrocution. Andando oltre si può notare la differenza rispetto alla vecchia produzione di 'Tears On The Face Of God', di cui ascoltiamo un estratto in versione rimasterizzata, una canzone in origine strumentale cui ora sono state aggiunte le voci: più lineare, di stampo thrash leggermente più classico, un gradino indietro -in termini di violenza- rispetto al panzer che conosciamo ora. In conclusione abbiamo la versione industriale di "We will prevail" ci sembra riuscita a metà: ok il lavoro su voce e ritmiche, ma la chitarra resta troppo standard rispetto al contesto, ancora più stravolta sarebbe stata davvero interessante. Un singolo che non deve essere inteso come un grosso passo in avanti, quello ce lo aspettiamo col quarto assalto degli Eversin.

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