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DYNFARI: The Four Doors Of The Mind

data

03/04/2017
80


Genere: Post Rock, Black Metal
Etichetta: Code666 Records
Distro:
Anno: 2017

Mettendo da parte il ruvido album omonimo dal sapore di demo, i Dynfari hanno sempre avuto un gusto molto esotico e irrituale nei loro riff e nelle loro atmosfere, che li differenziava immediatamente dai soliti creatori di fuffa da otto, dieci, dodici minuti tutti uguali per canzone. La lunghezza di 'Sem Skugginn' era certo un handicap, ma metteva in luce un concretezza e una chiarezza di idee che sarebbe esplosa in tutta la sua luminosità in 'Vegferd Timans' di due anni fa. Lì gli intrecci tra parti acustiche e elettriche raggiungevano livelli altissimi, non poteva essere solo etichettato come "il solito disco di black metal atmosferico". Le aspettative per il quarto album erano alte, e si insinuava -man mano che la data di pubblicazione si avvicinava- la convinzione che prima o poi questi la band lascerà totalmente il black metal per abbracciare musica più intima e viscerale. Ma quel giorno è ancora lontano: 'The Four Doors of The Mind' , dal deciso odore di Islanda, è il loro lavoro più completo e struggente, rifinito e adatto alla più ampia diffusione possibile. Dynfari vuol dire tempesta, Dynfari vuol dire black metal con sprazzi di luce e di melodia propri del post rock, tenuti insieme dal retaggio folk che si può intravedere nel timbro vocale e in alcuni passaggi meditativi ispirati agli ultimi Negura Bunget. È la spuma marina che risulta dal contrastro tra l'acqua (Mogwai, Sigur Ros) con la sabbia (Agalloch e soprattutto Alcest, la loro influenza maggiore). Qualcosa di simile l'abbiamo avuto col grandissimo album degli Ashbringer dello scorso anno, che allo stesso modo riusciva a superare la mera emulazione dei grandi nomi citati, costruendo solide canzoni in un genere in cui alla maggior parte dei gruppi basta suonare zanzarosi e melodici per un'ora per sentirsi soddisfatti. Code666/Aural Music è la casa ideale per i Dynfari, con i compagni ideali (i Fen, che da 'Dustwalker' sembrano aver trovato la quadratura del cerchio) e le condizioni migliori per continuare a partorire dischi di spessore.

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