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DOWNFALL OF GAIA: Aeon Unveils the Thrones of Decay

data

12/11/2014
75


Genere: Post Sludge Black Metal
Etichetta: Metal Blade Records
Distro:
Anno: 2014

I Downfall of Gaia sono un po' l'emblema di questa generazione di musicisti degli anni Dieci che cerca di mischiare le carte in tavola e i vari generi, oramai è tutto un post-qualcosa. I tedeschi lo fanno da diverso tempo, quindi non è che ce la prendiamo con loro, figurarsi. E a dire il vero lo fanno meglio di molti altri, pur non essendo il top. Ma cosa? Beh, in teoria fondere quell'incedere pesantissimo e mastodontico, ipnotico e ridondante del post metal con le sfuriate di grim and frostbitten black metal, in pratica sommarli e avere come risultato un mammuth che ci inonda della più grigia disperazione e angoscia. 'Aeon Unveils The Throne Of Decay' non alza di molto la asticella per i DoG e questo non è un bene, ci stiamo abituando alla loro musica e non riusciamo a vedere come possano fare a continuare a sfornare dischi se non ripetendosi. Il nostro giudizio in parte negativo è dettato dalle ambizioni della band, perché se ci fate brani da dieci minuti pieni di cambi di ritmo e stacchi devastanti, dopo un po' vogliamo anche l'evoluzione, il cambiamento. Queste cose le troviamo nei due ottimi brani di apertura, il primo più improntato sul black metal, l'altro su uno sludge progressivo. Il resto lo abbiamo già sentito, nelle loro precedenti uscite. In termini assoluti non è un male, i Nostri hanno uno stile che li rende abbastanza riconoscibili, ma oggi band del genere, preparatissime tecnicamente e soprattutto con piani di conquista del metal, spuntano come funghi. Certo, buttar via le gelide grandinate, piene di pathos, di "To Carry Myself Into The Grave" è da irresponsabili, quindi per adesso ci teniamo i Downfall of Gaia così come sono, consapevoli che il loro prossimo lavoro sarà decisivo per le loro sorti. E che sia senza giochini tanto per perdere tempo, tipo "Excavated". Fine della parte pignola della recensione. Inizio di quella senza pretese: bel disco, pesante e difficile. Scegliete voi da che parte stare.

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