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CONTAMINATED: Final Man

636370

data

11/06/2017
75


Genere: Death Metal
Etichetta: Blood Harvest
Distro:
Anno: 2017

Voglio vivere in un mondo in cui M.S.I. vuol dire solo Mutilated Spastic Iguanas e il loro ultimo album non è quello del 2005. Voglio vivere in un mondo in cui escono tutti gli anni cose come 'Contragenesis' degli Ignivomous. Voglio vivere in un mondo in cui gli Internal Rot smettono di fare split e danno un seguito a 'Mental Hygiene'. Ebbene, quel mondo non esistono, ma esistono i Contaminated. Loro fanno al caso di chi non si arrende alla realtà, di chi scava con la pala in una montagna di cacca, poi trova il suolo, scava anche quello, ci trova i vermi, rompe la pala e inizia a scavare con le mani spaccandosi le unghie. Lì forse troverete una copia di 'Final Man', suonato da gente che è/era nei gruppi appena citati. One - two - three e si parte a rotta di collo con voce da uomo delle caverne e delle chitarre che mi ricordano quelle dei Tomb Mold, ma ancora più sporche. È old school cadaverico sorretto da scorribande mai eccessivamente elaborate, in cui non ci sono speranze inqualcosa di moderno, ma solo nella decomposizione. Aspettarsi qualcosa di simile ai gruppi di provenienza equivale a rimanere spiazzati, invece nell'ottica della Blood Harvest ci sono molti ossicini da sgranocchiare. La fluidità e l'immediatezza non sono gli aspetti più evidenti di 'Final Man', poi però l'atmosfera più mortifera prende il sopravvento e non si può andare a scegliere questo o quel riff: o si fa proprio il pacchetto completo o nisba, cambiare aria. Il fatto è che in questa specie di gabbia immersa nella melma l'aria è finita, il growl secco e profondissimo ce lo fa capire sin dai primi minuti. Ancora una volta è confermata la scelta tipica dell'etichetta svedese di non avere suoni troppo corazzati, c'è la canzone con tutti i suoi particolari in primo piano, non quella melodia di chitarra o quel giro di batteria. A proposito, una delle cose migliori è proprio il suono di piatti e tamburi, che esce fuori con una voracità rintracciabile attorno al periodo 'Harmony Corruption' dei Napalm Death. I Contaminated assomigliano a tutti: dai big Autopsy ai Nihilist, dai giovani Ekpyrosis di 'Witness His Death' ai Phrenelith (eccetto la produzione, come già sottolineavo), e allo stesso tempo non copiano nessuno perché hanno imparato bene la lezione sanno spiegarla a modo loro. In linea di massima molto meglio in "No Time To Rot", "Boneless Mass" e la direttissima title track che l'apertura poco accattivante di "Squalid Survival". "Mired In Shit", la bestiaccia di sei minuti, è ottima, ma nei primi tre, quelli più lenti, con questo suono di chitarra e con riff troppo semplici ci si annoia leggermente. Quando escono dischi del genere dovrebbero istituire una sorta di festa della putrefazione per poterli ascoltare a reti unificate, subito dopo il discorso del Presidente della Repubblica. E che copertina, ragazzi!

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