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CARPE NOCTEM: In Terra Profugus

data

02/09/2013
84


Genere: Post Black Metal
Etichetta: Code666 Records
Distro:
Anno: 2013

Quando abbiamo letto il nome della band di cui dovevamo scrivere ci è venuto un coccolone. Ma come? I Carpe Noctem? Quelli del tizio che qualche anno fa ha decapitato la compagna e ha messo le foto sul web? Per fortuna non si tratta di quelli lì, ma di un omonimo ensemble islandese. Oltre a biasimare i musicisti per scelte di monicker del genere (tutti uguali!), ci siamo fatti coraggio e ci siamo addentrati nella selva oscura. Sì, perché 'In Terra Profugus' necessita di svariati ascolti, pazienza e coraggio. Il concept narra di Caino, in esilio volontario dalle grazie di Dio, alle prese con la terra di Nod. Questione di punti di vista, quindi, quella dell'esule (il "profugus" del titolo) il quale ancorato alla terra da rovi e forze oscure, scruta il cielo e il dio infame. Affascinante costruzione, intrisa di mitologia nordica mai scontata. I brani hanno un singolare andamento, tanto che si inizia col brano numero tre, per poi arrivare al primo e continuare in modo crescente di nuovo verso il terzo brano, che poi sarebbe il quinto, se li contiamo regolarmente. Simbolismi e cabala a parte, l'album è un esempio lampante di come si possa suonare black metal senza cadere in nessun cliché. Già la copertina senza alcuna indicazione è altamente pericolosa e invita all'ascolto, poi ci si mette un ipnotico monolite a centrifugarci metodicamente le meningi e siamo completamente rapiti dal disco. Prendiamolo per un lungo excursus ininterrotto, tanto che la parti sono collegate e rifiutano categoricamente cesure d'ogni tipo. Il filo conduttore è lo zolfo che si respira dall'inizio alla fine, la sensazione di rovina e catastrofe imminente che potrebbe avvenire addirittura nella vita reale, tanta è la suggestività dell'album. Il trucco, se così si può chiamare, o l'estrema abilità dei Nostri, consiste nel rendere il black metal di base un ammasso ostile e mostruoso di dimensioni gigantesche, grazie ad un growl pauroso e a varie influenze che vanno oltre il genere. Basti pensare che dal suono che hanno, questi Carpe Noctem potrebbero essere benissimo francesi (Aosoth, Deathspell Omega... e ci siamo capiti) con lo spirito sconfinato e avventuroso di gente come i Neurosis. Non è passata inosservata la vena funeral doom, i cui rallentamenti sono qualcosa di sconvolgente. Una prestazione tecnica sopra la media e soprattutto un drumming incessante e vivo rendono la release ineccepibile anche dal punto di vista formale. E pensare che è solo il primo full length.

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