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CADAVERIC CREMATORIUM: One Of Them

data

25/06/2012
80


Genere: Brutal Grind
Etichetta: The Spew Records
Distro:
Anno: 2012

Quattro anni, un'eternità dall'osannato 'Grindpeace', in cui chi scrive continuava ad ascoltare i vecchi lavori della band ed a sperare in un celere ritorno. Non un capolavoro assoluto, ma di certo il precedente album è una pietra miliare per gli italiani che si cimentano con il death/grind: zaffate di ironia parodistica e badilate pesantissime convivevano in modo assolutamente nuovo e geniale. Anno Domini 2012 ed i Cadaveric Crematorium tornano a deliziarci e a riempire di sporcizia le nostre orecchie. Cambiamenti rispetto al passato? Diversi, a partire dall'abbandono di un chitarrista (ora il gruppo è un quartetto con una sola ascia) e dal cambio di batterista. Se la prima defezione si nota, visto che i pezzi sono più omogenei che in passato, l'ingresso di Gerro dietro il drum-kit non ha diminuito di un'oncia il potenziale offensivo dei CC, anzi, i patterns si sono - per quanto possibile - ancora più estremizzati. Altra novità è il raggiungimento di una apparente maturità: per dire, non c'è qui una traccia come "Nessun Muoia" e si architetta un concept fantascientifico, tra il serio e l'attitudine tipicamente Cadaveric-style che ci fa capire che in fondo sono sempre gli stessi, solamente hanno mascherato il loro humor. L'umanità totalmente rimbecillita si mette d'accordo per una scorreggia mondiale in contemporanea: il pianeta si sposta troppo vicino al Sole, le conseguenze sono devastanti, mutazioni genetiche e radiazioni portano alla scissione della razza umana in Protetti e Mutanti. La trama è questa, sarebbe ingiusto svelare il resto della storia visto che vale davvero la pena di immergersi in questa Terza Guerra Mondiale, tra titanici tentativi di aggiustare tutto e colpi di scena grotteschi. Aiutano ad entrare nel vivo del concept gli intermezzi, anche se alcuni sono francamente superflui e potevano essere inglobati con più efficacia nelle canzoni effettive, dieci in tutto. Passando al lato musicale, dobbiamo constatare che non c'è evoluzione rispetto a 'Grindpeace', ma sarebbe stato molto difficile migliorare tale album. Un death metal molto, molto rancido, suonato con un'anima che si serve della tecnica per rendere i brani veramente brutali, senza perdere il filo del discorso, sapendo anche diventare catchy in "They Are Back". Una "Smiling And Farting" abbinata alla successiva...sinfonia intestinale di "Beta" ricorda i vecchi tempi e allo stesso tempo non ricorda nulla in particolare, qualcosina dei Carcass, qualcos'altra dei Cannibal Corpse, e soprattutto non si confonde con altri pezzi dell'album. Quello più evocativo è senza dubbio "Zombie Will Dominate" in cui è palpabile la desolazione dell'inaspettato epilogo, ma anche l'abbuffata di strumenti di "Supercharged Sun" (satura e forsennata) e il groove irregolare da palpitazioni della sezione centrale di "The Protected" non sono da trascurare. Non possiamo che essere orgogliosi dell'ennesimo grande disco della band nostrana, ambizioso e ottimamente prodotto, senza cedimenti e dalla alta longevità.

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