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BLOODWAY: Sunstone Voyager And The Clandestine...

data

21/03/2014
60


Genere: Alternative Black Metal
Etichetta: I, Voidhanger Records
Distro:
Anno: 2014

Sin dalla copertina, questo album è davvero inusuale. I Bloodway sono la creatura -all'esordio assoluto- del graphic designer Costin Chioreanu, autore anche dell'artwork. La band rumena si muove in sentieri relativamente poco battuti, unendo molti temi portanti del metal estremo. In prevalenza emerge il black, come mood e come violenza sonora, anche nei lati negativi di 'Sunstone Voyager And The Clandestine Horizon', che nonostante la tanta carne messa al fuoco soffre di una monotonia che se affligge un EP, figuriamoci un disco intero. Tornando agli aspetti caratterizzanti, ammettiamo che inizialmente non sapevamo davvero cosa aspettarci, secondo dopo secondo. La introduzione è sul noise atmosferico e colpisce nel segno, alimentando la curiosità, poi purtroppo per i Nostri non si è capito bene dove potesse andare a parare una proposta che -ad un primo impatto- pareva caotica e portatrice di una disarmonia molto stridente. Il primo riff di "The Skeleton Key" parte convinto come provenisse da uno degli ultimi dischi dei Satyricon, per poi avvilupparsi in un rallentamento doom. Infine l'alternarsi con sfuriate aritmiche quasi post black metal complicano ancora di più le cose, perché la struttura dei brani non è chissà quanto fantasiosa e tende a ripetersi. La voce è un mix tra un simil Martin Van Drunen e Tomas Lindberg, il tutto quindi è molto rauco, ma anche monotono. Sulle trame più drammatiche e doom di "Free Ends" ci voleva ben altra interpretazione. "Eye Service Collapse" invece mostra che i Bloodway hanno ben presente quanto fatto dai Glorior Belli per la commistione col blues. La title track infine tenta di chiudere le fila del discorso, riallacciandosi alla seconda e alla terza canzone, fornendo il più concreto esempio di quanto di buono possano fare questi ragazzi.

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