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BLOODLUST (AUS): At The Devil's Left Hand

data

23/07/2017
50


Genere: Blackened Thrash Metal
Etichetta: Caverna Abismal Records
Distro:
Anno: 2017

Ci vuole poco per fare una scena, come dice Jason Netherton. Basta una bella cricca di fanatici riuniti attorno al metallo e ci siamo. È più o meno quanto successo con Louis Rando, batterista, spesso anche cantante, che contribuisce a tenere alto l'onore del più torbido black metal con varie contaminazioni da oltre vent'anni. Buoni i Pagan, poi un lungo filotto di album immani con il progetto The Furor, e ancora i Mhorgl e il salto di continente con gli Impiety per 'Ravage And Conquer'. Prima di partire coi Bloodlust meglio è se recuperate tutta questa roba. Loro sono da sempre una valvola di sfogo sul thrash più marcio, infettato dal tarlo del black metal, ma hanno sempre tenuto in primissimo piano i riff semplici e dalle melodie scoppiettanti dei Destruction anni Ottanta. La particolarità, come già nei The Furor, era la presenza di un suono grosso e minaccioso e 'Cultus Diaboli' non era niente male. Col nuovo 'At The Devil's Left Hand' ci si sposta leggermente e con le sole chitarre a qualcosa di più sgangherato e lo fi, mentre il resto continua a viaggiare su livelli più che decenti. Il problema è che il caos nel missaggio è abbastanza deleterio perché non è stata fatta una media tra le varie traccie e quindi avere chitarra così poco definita e batteria esplosiva è un po' strano. Non è certamente il gruppo più ispirato di Rando (alias Disaster, in questo caso), né questo un album che può impensierire neppur lontanamente gente come i Destroyer 666 o i Desaster. L'amore per il thrash ottantiano non basta a colmare il deficit di qualità lungo le nove canzoni, per cui arrivare alla fine di ognuna è sempre molto faticoso a causa della assenza di fluidità in ogni passaggio, un record negativo. Peccato per le scelte melodiche di "Witchfyre", accavallate e sprecate. Aspettiamo altre nuove dal validissimo batterista, probabilmente ha conservato le carte migliori per i The Furor.

PS. Ma dico io, che cavolo create a fare sito web e profilo Bandcamp se poi sono aggiornati al 2015?

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