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BLOOD FEAST: The Future State Of Wicked

data

03/04/2017
45


Genere: Thrash Metal
Etichetta: Hells Headbanger Records
Distro:
Anno: 2017

Tutti ritornano prima o poi. In questo caso è molto "poi", anche se la storia non può mentire: dopo due album alla fine degli anni Ottanta, c'è stato sì uno scioglimento, ma Adam Tranquilli, chitarrista fondatore, non aveva perso tempo e fondato gli Headlock, che nel 1994 facevano ciò che andava di moda, ossia groove metal. Ed ora lo stesso musicista, a trent'anni da quell'esordio scoppiettante, sin dal titolo un derivativo e assassino patchwork di Exodus e Kreator, pubblica un terzo disco? No, non ci siamo proprio, non è più il tempo dei Blood Feast. Non è il caso che si torni a sfruttare per moda un nome che a suo modo è legato agli anni Ottanta e può aver ben influenzato diversi metallari traghettandoli lentamente verso il death metal, d'altronde il passo successivo rispetto a questo sound ancora thrash sarebbe stato quello più ibrido di Incubus, Morbid Saint e Num Skull appena un anno dopo. Ebbene, passano solo pochi secondi dalla partenza di 'The Future State of Wicked' e subito ci si accorge che non potrà essere di nuovo 1987, anzi, si capisce immediatamente e con un certo imbarazzo che è un album scritto negli anni Dieci da musicisti arrugginiti che una volta erano immersi nella scena metal, ma che ora ne sono ai margini più remoti e non hanno affatto il polso della situazione. Il cantato cerca di essere di nuovo come quello di Gary Markovitch (ossia di Paul Baloff), ma il timbro è estremamente monotono e gracchiante. Persino Gary era di un altro pianeta rispetto a quanto si ascolta in questo lavoro. Fosse solo quello il problema, staremmo comunque parlando di uno dei tanti dimenticabili comeback mediocri. Purtroppo i riff di Tranquilli sono ancora più banali che in passato, si ripetono senza tregua e senza alcun mordente. La batteria non riesce proprio a schiodarsi dai due o tre tipi di "tu pa tu pa" e sulla durata totale dell'ascolto almeno la metà è superflua, spompata o sentita almeno ottocentomila volte in precedenza e con maggior convinzione. C'è veramente poco da salvare, persino la copertina è terribile. Non capisco come la Hells Headbangers abbia avuto il coraggio di far uscire un prodotto che in un mondo giusto avrebbe avuto senso solo se pubblicato come prima demo di un gruppo di quindicenni innamorato degli Slayer. 'The Future State Of Wicked' è un insulto ai vecchi, modesti eppur dignitosi Blood Feast.

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