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BLACK FAITH: Nightscapes

data

26/07/2017
80


Genere: Black Metal
Etichetta: Throats Productions
Distro:
Anno: 2017

Perdonare le reazioni tiepide e non entusiastiche (inclusa la mia) di un album tradizionale e solido come 'Jubilate Diabolo'. Farsi perdonare per gli oltre tre anni di silenzio discografico, col fuoco nero che covava sotto la cenere e si prendeva il tempo per maturare, per dimostrare che si poteva fare di più. I Black Faith sono cresciuti e 'Nightscapes' ne è la prova indelebile. Non che il loro album precedente lasciasse presagire che Snarl e compari sarebbero diventati dei cloni dei Kurgaall, sia ben chiaro, ma c'erano i margini per migliorare su tutti gli aspetti, come in effetti è accaduto. La produzione in primis, che valorizza ogni sfaccettatura dei tanti, tantissimi riff che si susseguono con una fluidità inaspettata e assente nel lavoro precedente. Si assiste a un allargamento deciso degli orizzonti, cercando di creare il disco black metal totale e definitivo, che prende a suo piacimento dal sound più basico (Urgehal e Darkthrone) a quello più magniloquente (una parte Dark Funeral, una parte minore di Immortal), senza disdegnare anche aperture più epiche e rallentamenti, oppure melodie malinconiche come nella title track e sul depressivo nella penultima, anche grazie al contributo del cantante dei Solitude Project. La durata è considerevole, ma stavolta la considero un punto di forza sia perché le canzoni sono davvero tutte notevoli (a parte la outro) ed estremamemte varie, sia come risposta a certi soggettoni musicanti che sostengono di avere una discografia dopo aver registrato una demo di due pezzi e un paio di cover. È bello vedere come la velocissima "Obsecratio", sia piazzata quasi come introduzione al vero e proprio album, uno degli ultimi e pochi legami con 'Jubilate Diabolo', conferma di un positivo mutamento negli intenti dei Black Faith. Segnalo infine la presenza di vari ospiti, come Mancan e Sicarius degli Ecnephias nello straniante intermezzo "Preghiera", con una punta di rammarico per non aver potuto assistere ad un loro cameo in qualche brano più compiuto, ma tutto sommato anche loro avevano un disco da finire. Stesso discorso per XeS degli Infernal Angels, alle backing vocals in "Culmination of Injustice". Avete presente la soddisfazione di far girare ininterrottamente nello stereo un disco perché ogni volta non è mai abbastanza? Eccola.

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