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ATTACKER: Sins Of The World

data

04/03/2017
77


Genere: Heavy Metal
Etichetta: Metal On Metal
Distro:
Anno: 2016

L'ondata di heavy metal a tratti speed/epici che ha invaso i nostri stereo dagli States durante gli anni Ottanta e che tuttora persiste, anche se in maniera ridotta, aveva delle punte di diamante come Vicious Rumors, Helstar e Jag Panzer, ma anche delle seconde linee quali Liege Lord, Savage Grace ed i qui trattati Attacker, tutti gruppi questi ultimi che hanno comunque contribuito alla visibilità di questo tipo di metal, ma non hanno mai retto il colpo come i tre mostri sacri citati sopra. Gli Attacker uscirono con il debutto 'Battle At Helm's Deep' nel 1985 nel bel mezzo dell'esplosione dello US Metal, e subito diventò un classico del genere nonostante il fastidioso approccio vocale di Bob Mitchell. Ma è proprio il cantante il vero punto di forza, ossia Bobby Lucas, già nei Seven Witches, negli Overlorde e tuttora anche nei Morbid Sin, di questa incarnazione degli Attacker, che però perdono il chitarrista fondatore Pat Marinelli, il quale in questo loro sesto album è segnalato come ospite alla chitarra solista, ma non fa più parte della band. Per il momento la cosa non è un problema, in quanto 'Sins Of The World' suona fresco e potente come nella miglior tradizione del metal made in U.S.A., ci sono chiari riferimenti ai Judas Priest meno quadrati, ma per capirci le similitudini vanno più verso gli Helstar, e sia in un caso che nell'altro questo è solo un bene. Tutto sta a vedere quanto influirà a livello di songwriting la fuoriuscita di Marinelli, comunque questa è una storia in divenire, staremo a vedere per il prossimo album, per il momento concentriamoci su questo. Come detto, 'Sins Of The World' suona potente come lo US Metal insegna, senza divagazioni barocche e svolazzi in doppia cassa, a cominciare dall'opener "Sins of Man" - "A Time Before The Darkness" è una intro - per proseguire con i due brani nei quali i testi parlano di fantasy già dai paricolari titoli, ossia "Carcosa" e "Garuda" - per le spiegazioni vi rimando al web, mi dilungherei troppo - e così via per quasi tutti i brani che lo compongono, caratterizzati da un roccioso mid tempo con ritmiche roboanti e voce che ricorda più volte il grandissimo Tim "Ripper" Owens, questo però fa sì che i brani risultino molto simili tra di loro, appiattendo le emozioni date dalle folgoranti aperture di cui sopra e relegando 'Sins Of The World' un paio di gradini al di sotto dell'eccellenza. Dicevamo quasi tutti però, e difatti c'è il colpo di coda, ossia quella "Where The Serpent Lies", strisciante - e non poteva essere altrimenti, eh, eh - e oscura, preceduta dall'intro acustico "By The Will Of Crom" ed ancor prima dalla più violenta "Archangel", highlight dell'album grazie anche ad una serie di assoli da paura, brano che potete ascoltare qui di seguito assieme a "World Destroyer" e "Carcosa". Detto che la produzione al passo coi tempi mette in risalto la già citata rocciosità dei brani, chiudiamo augurandoci che gli Attacker continuino ad allietare i nostri rovinatissimi padiglioni auricolari, magari con un pò più di varietà nel sogwriting.

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Commenti

  • Frago

    Aaaaaah come canta Bobby Lucas...

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