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ANTHRAX: For All Kings

data

29/03/2016
45


Genere: Thrash Metal
Etichetta: Nuclear Blast
Distro: Warner
Anno: 2016

A volte ci si chiede se queste grandi band debbano ancora fare dischi nuovi se i risultati sono questi e la risposta sarebbe un bel no! Visti i fasti indimenticabili degli Anthrax degli anni ottanta - 'Among The Living' è da spedire sulla galassia di Andromeda per farci conoscere agli alieni! - e visti i buoni risultati di almeno un paio di dischi con John Bush alla voce - che però, chi scrive, lega indissolubilmente agli Armored Saint - risulta sempre più difficile reggere il fardello di un nome così pesante e la stessa cosa si può dire degli altri tre componenti i Big Four! Dovrebbero vivere di incandescenti gig in cui ancora adesso spazzano via tutti i gggiovani d'oggi e nei quali, guarda caso, scatenano il polverone mosh solo grazie ai vecchi capisaldi, che nel caso degli Anthrax si chiamano "Caught In A Mosh", "Madhouse", "Metal Thrashing Mad" e la lista è ancora lunga. Quindi l'ascolto claudicante - ci siamo fermati più di una volta a riflettere se fosse il caso di continuare a farlo - di questo secondo full lenght dopo il ritorno del figliol prodigo Joey Belladonna, ha avuto la stessa pesante veemenza di un parto podalico, in cui si cerca di rimettere a posto il nascituro, ma con risultati devastanti. Se l'inizio con "You Gotta Believe" tutto sommato poteva lasciar presagire bene, già dalla seguente "Monster At The End", i toni si affievoliscono e cominciano a far capolino quei tentativi di mixare il periodo Bush con il periodo più "maturo" della band, leggi 'State Of Euphoria' e 'Persistence Of Time' e permetteteci, citando Fantozzi, è una cagata mostruosa! Se fino alla title track la cosa, bene o male, regge grazie soprattuto all'ottimo lavoro del nuovo arrivato Jonathan Donais - anche negli Shadows Fall - e ad un Joey Belladonna in gran spolvero - anche se sappiamo tutti che in studio possono diventare bravi anche i concorrenti di "Amici", ma qui si parte già da un buon punto visti i precedenti di Joey - quando arriva "Breathing Lightning" ci cade veramente il mondo addosso, una semiballad che sarebbe stata stretta anche su una malsanità quale 'Vol.8 - The Threat Is Real', e da lì in poi è una sofferenza trascinarci fino al termine, parzialmente mitigata dalla vecchia scuola della già conosciuta "Evil Twin", vero e prorio highlight di un disco imbarazzante anche se lo avessero firmato dei thrashers cambogiani debuttanti; la ripetitività di "Suzerain", la noiosità della pseudodarkeggiante "Blood Eagle Wings", l'inconcludenza di "All Of Them Thieves" e di "This Battle Choose Us" ci fanno girare il pollice verso, nonostante i barlumi di vita dell'incalzante, ma troppo lunga "Defende Avenge" e della lanciatissima "Zero Tolerance", tre brani degni di nota su un totale di undici - "Impaled" e "Breathing Out" sono rispettivamente un intro e l'outro di "Breathing Lightning", inutili, ma lo sono - è un risultato inaccettabile dagli Anthrax, percui ribadiamo il concetto posto in apertura e che avevamo già espresso in occasione del disastroso 'Super Collider' dei Megadeth, cari i miei Big Four, continuate ad incendiare i palchi come sapete fare ottimamente, ma smettetela di sputtanarvi con dischi che una volta ascoltati - a fatica oltretutto - vanno a finire sotto alla pila di quegli album che non avreste mai voluto comperare e che, molto probabilmente, andranno ad ingrossare gli scaffali dell'usato...

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Commenti

  • rainchaos

    Speriamo che la gente ascolti questo ottimo album e legga altre recensioni oltre a questa...dopo il bellissimo worship music ancora un passo avanti per il gruppo newyorchese, con (forse, come si legge molto nel web) il miglior album da almeno 20 anni a questa parte

  • Giorgio Barbieri

    Come sempre rainchaos, de gustibus! Mi sembra però che tu voglia provocare dopo quello scritto precedentemente, facendo un pò il bastian contrario. Beh, fai pure, io la penso così e non sono l'unico, per fortuna c'è ancora libertà di parola (per tutti sia ben chiaro) e io continuo ad esprimerla a secondo di quello che un disco mi trasmette. In questo caso mi trasmette poco, quasi niente, poi dire che sia il miglior disco degli Anthrax da vent'anni a questa parte, può essere anche vero, viste le porcate edite dalla band di New York in questo lasso di tempo. Un passo avanti? Mah...tu dici "forse, come si legge molto nel web", ma l'album l'hai ascoltato? Leggere solo le recensioni non dà l'idea di come sia un disco, nel bene come nel male, poi se si vuole contraddire a prescindere, prego, sei liberissimo di farlo ed io di ignorarti come farò d'ora in poi. Ciao! Giorgio

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